Biografia

Nata a Boston, nel 1932, Sylvia Plath rivelò ben presto la sua predisposizione alla poesia. Nell'estate del 1953 ci fu il primo serio tentativo di suicidio: dopo aver ingerito un intero flacone di sonniferi fu trovata in fin di vita dal fratello, nascosta nello scantinato di casa. Ricoverata, subi l'elettroshock come un'esperienza terribile ed atroce. Il racconto di quell'estate è stato da lei romanzato nello splendido (ed unico) romanzo che abbia mai scritto: "La campana di vetro". Una borsa di studio la portò in Inghilterra e a Cambridge; conobbe e sposò il poeta Ted Hughes, con cui ebbe due figli. Nel 1962 la separazione dal marito (che aveva un amante). Nel 1963 il suicidio.

Approfondimento

Frieda Rebecca nascerà il 1 aprile 1960. Il 6 febbraio 1961 Sylvia ebbe un aborto spontaneo che trasporterà nella poesia Parliament Hills Fields. Nicholas Farrar nascerà il 17 gennaio 1962. Il 18 maggio dello stesso anno Sylvia Plath e Ted Hughes conosceranno i loro vicini, il poeta David Wevill e Assia Gutman: tra Assia e Ted scatterà un'attrazione immediata, lo riconoscerà 35 anni dopo, Ted, nelle sue Lettere di Compleanno; se ne rende conto Sylvia subito e il giorno dopo scriverà Event e Rabbit Chatcher. Tra giugno e luglio del 1962 Assia e Ted diventeranno amanti, il 9 luglio Sylvia affronterà Ted, prenderà i bambini e andrà via di casa, dirà in seguito a proposito: "Quando dai a qualcuno tutto il tuo cuore e lui non lo vuole, non puoi riprenderlo indietro. Se ne è andato per sempre". La separazione da Ted e il dolore non verranno più confidate ai Diari, ma alle Letters Home (di difficile reperibilità in Italia) destinate alla madre e al fratello. Il 1962 e i mesi precedenti al suicidio segneranno il periodo più prolifico di Sylvia, tanto che alla madre scriverà: "(...) sono una scrittrice di genio:ce l'ho dentro. Sto scrivendo le poesie migliori della mia vita; mi daranno la fama". L'8 febbraio dell'anno dopo Ted cercherà una riconciliazione, nessuno saprà cosa accadde. L'11 febbraio Sylvia si toglie la vita.

Breve profilo biografico

"Per me il presente è l'eternità e l'eternità è sempre in movimento, scorre, si dissolve. Questo attimo è vita. E quando passa, muore. Ma non si può ricominciare a ogni nuovo attimo, ci si deve basare su quelli già morti. È un po' come le sabbie mobili... senza scampo fin dall'inizio. Un racconto, un quadro, possono far rivivere un poco la sensazione, ma mai abbastanza, mai abbastanza. Niente è reale, eccetto il presente, e io mi sento già soffocare sotto il peso dei secoli. Un centinaio di anni fa una ragazza ha vissuto come vivo io. Poi è morta. Io sono il presente, ma so che anch'io me ne andrò. L'istante sublime, la fiamma che consuma arriva e subito scompare: sabbie mobili, sempre. E io non voglio morire".

Ma l'ansia, la depressione, un oscuro male di vivere la portarono al primo tentativo di suicidio:

"Ho paura di affrontare me stessa. Stanotte ho tentato di farlo. Mi auguro di cuore che ci sia qualche essere assoluto, qualcuno su cui contare affinché mi valuti e mi dica la verità".

Che cosa porta una donna giovane e bella, intelligente e sensibile a desiderare la morte? Qual è la molla che spinge chiunque a cercare un lungo sonno pacificatore? La ricerca della perfezione? L'incapacità di trovare un proprio ruolo all'interno di una vita già predisposta e pianificata? L'essere soli con un malessere duro, ostinato, incondivisibile? Che si tratti di Sylvia o di qualunque altra donna o uomo, le domande sono inutili ed anche le risposte non servono. E la conoscenza del dolore spesso è un fardello troppo pesante da portare da sole.


Per conoscere davvero questa straordinaria poetessa si può accedere con frutto ai "Diari" di Sylvia Plath, con una prefazione di Ted Hughes, è pubblicati da Adelphi. L'unica raccolta di versi pubblicata in vita è "Il colosso". Le raccolte "Ariel", "Attraversando l'acqua" e "Alberi invernali", che raccolgono la sua migliore produzione poetica, sono state pubblicate postume.

- Sylvia Plath, Diari, Adelphi; Recensione
- Sylvia Plath, Lettere alla Madre (1950-1963), Guanda; Scheda

Purtroppo non sono mai giunte in Italia le singole raccolte poetiche: tutte le poesie sono state pubblicate in toto in un meridiano della Mondadori. Singolarmente si può accedere alle traduzioni di Giovanni Giudici e a quelle (splendide) di Amelia Rosselli (entrembe le raccolte pubblicate sempre dalla Mondadori).

Biografie in Italiano

Il lettore italiano può accedere con frutto alle seguenti biografie:

- Anna Stevenson, Vita di Sylvia Plath, Mondadori; Scheda
- Stefania Caracci, Sylvia, Edizioni e/o; Recensione
- Stefania Caracci, Sylvia Plath e i giorni del suicidio, Edizioni e/o; Recensione
- Erica Wagner, Sylvia e Ted, La Tartaruga; Recensione. Segnalo anche la scheda del volume presso l'editore: Scheda
- Ted Hughes, Lettere di compleanno, Mondadori; Scheda

Il suicidio della Plath, così come descritto dalla biografia della Caracci

"Poco prima dell'alba, qualche luce fende l'oscurità, lame oblique sulle ombre che s'addensano per le strade vuote e le corrono incontro. Sopraffatta, Sylvia non regge più alla tentazione. Per favore chiamare il dottor Horder, scrive su un biglietto con il numero telefonico del medico, che attacca alla carrozzina di Nick, giù in fondo alle scale, dietro il portone d'entrata. Quindi sale in casa e prepara pane e burro e due tazze di latte che posa sul comodino nella camera dei bambini. Apre la finestra, benché l'aria sia fredda, e chiude bene la porta. Sigilla ogni fessura con nastro isolante e asciugamani arrotolati, poi scende sicura verso la cucina, dove si chiude dentro, isolandosi dall'esterno con lo stesso sistema. Apre lo sportello del forno, aggiusta un panno sul ripiano per accomodare la testa e dopo aver aperto la manopola del gas, si inginocchia e affonda il viso sul morbido, gli occhi nel buio."