L'arte poetica di Sylvia Plath
Se per poesia intendiamo quel tipo di componimento letterario capace di colpirti al cuore, di rinnovarti, di avviare un profondo mutamento in te, di renderti consapevole all'istante del tuo corpo, dell'aria che respiri e del sangue che ti scorre nelle vene... allora la poesia della Plath è unica e di una bellezza e profondità non paragonabili a nessun altra poesia.
Ovviamente io parlo come estimatore di Sylvia Plath, quindi non pretendete da me parzialità ed un giudizio oggettivo. La poesia, per sua stessa natura, è soggettiva all'ennesima potenza. Ogni poesia, ogni strano agglomerato di vocali e consonanti, può suscitare emozioni diverse in uditori diversi.
Per essere davvero apprezzata la poesia della Plath dovrebbe essere letta nell'originale inglese; non per questo, comunque, una buona traduzione è incapace di rendere degnamente la sua poesia, la forza delle sue parole. Nella sua caso, purtroppo, data la particolare attenzione che la poetessa metteva nella scelta della parole e nella loro musicalità, non sempre è possibile avere, in italiano, delle traduzioni perfette... il danno è comunque minimo, una buona traduzione con il testo originale a fronte (e magari un buon dizionario sulle ginocchia) permetterà di cogliere tutta la ricchezza delle varie poesie.
Lady Lazarus e altre poesie, Mondadori
L'inquietudine e l'oppressione hanno sempre fatto parte della vita di Sylvia Plath. La letteratura è stata, prima per la bambina poi per la scrittrice, la consolazione al dolore e la risposta della vita.
"Lady Lazarus e altre poesie" è una raccolta di scritti dell'autrice americana tratti dalle opere The Colossus (1960), Ariel (1965), e dalle raccolte postume Crossing the Water e Winter Tree. Sylvia Plath non era una persona felice, o almeno non lo è stata nel modo in cui tutti noi pensiamo alla felicità. La malattia e la morte del padre (a cui la madre vietò di partecipare al funerale), quel silenzio doloroso delle mura domestiche, il distacco dalla famiglia, la vita di New York e l'ipocrisia della middle-class americana degli anni '50, il rifiuto di ogni codice di comportamento, il matrimonio travagliato con Ted Hughes, l'aborto, furono eventi e condizioni che colpirono inevitabilmente, e in maniera indelebile, la sensibilità della scrittrice.
Gravi crisi depressive si alternavano alle cure con l'elettrochoc. Due tentativi di suicidio fallirono, il terzo, l'11 febbraio del 1963, riuscì perfettamente nella sua casa londinese alle 4.30 del mattino. Dopo aver portato la colazione nella stanza dei figli, la Plath lasciò aperti i rubinetti del gas. La fine di un'esistenza sospesa fra riconoscimenti pubblici per la sua poesia (di cui sentiva quasi il "bisogno") e delusioni private mai superate. L'ossessione della morte è il tema ricorrente di questa raccolta di poesie e forse il parlarne così tanto e apertamente rappresentava in realtà un "disperato amore del vivere", come scritto nell'introduzione di Giovanni Giudici che ha curato la traduzione dei testi.
Sempre sulla poesia della Plath sono consultabili le seguenti pagine, alcuni sono interventi "tecnici", altre invece sono pagine di blog e simili... credo che più che il critico, sia il lettore il vero giudice (che emette sentenze assolutamente parziali e per nulla "politically correct") di un poeta:
- Poesia al femminile: Sylvia Plath
- Sylvia Plath: parole a tessere una vita
- Sylvia Plath e la magia delle parole
- Interessante studio psicologico